Ciao Marina Elide

Muore a Roma oggi Marina Ripa di Meana.

Era nata Marina Elide Punturieri a Reggio Calabria il 21 ottobre 1941.

In una delle ultime interviste disse che dalla vita aveva imparato che conviene essere veri, anche se è scomodo.

E lei è stata una donna scomoda.

In queste ore si rincorrono aneddoti sul web che la ricordano amante eccessiva e provocatoria di uomini di potere, artisti e scrittori.

L’Avvocato Agnelli la trovò a letto con altri due   uomini e se ne andò lamentando di essere già in troppi. Sperava di trovarla sola.

Quando nel 1984 uscì il suo libro iconico “I miei primi quarant’anni” io avevo 10 anni.

Erano gli anni pruriginosi di Playboy.

YouPorn era fantascienza.

Le milf non esistevano ancora e successi come le saghe delle 7 sfumature erano inimmaginabili.

Marina Lante della Rovere, come ancora si chiamava nel 1984, rappresentava una donna bella ed eccessiva che non aveva paura di mostrarsi e raccontarsi.

Comparve anche in una campagna contro le pellicce completamente nuda, con il pube non depilato.

Diceva che quella era l’unica pelliccia che non si vergognava di indossare.

Chissà se negli anni successivi si piegò ai canoni estetici della depilazione totale.

Leggendari i suoi outfit che parevano sculture, con cappellini che sfidavano la legge si gravità e lei bellissima, avvolta in abiti  eccessivi e colorati come lei.

Credo fosse una donna allegra.

Oggi mi è dispiaciuto sapere della sua morte.

Poche ore prima della notizia chattavo con un amico. Si parlava di una amica in comune che ama le scollature.

“È sempre con le tette di fuori” dice lui.

“Rallegra il paesaggio” dico io.

Lui applaude.

Credo ci sia bisogno di un po’ di allegria, di un po’ di gioia.

Anche nel mostrarsi.

Credo sia bello che in giro ci siano donne che non hanno paura della loro femminilità e della loro passione.

E la mostrano, la raccontano, la vivono.

Donne vere, donne scomode.

Non le donne puttane tristi che mostrano e concedono i loro corpi per ottenere favori.

Quelle non piacciono neanche a me.

Parlo di donne che hanno capito che nella vita conviene essere vere. Anche se è scomodo.

Ciao Marina Elide.

 

Elisabetta Ruffino

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