Far finta di essere puri: il caso Sardegna.

Suona molto strano. Salvini, soltanto pochi anni fa, avrebbe svenduto volentieri la Sardegna, per risanare il debito pubblico.

Oggi, invece, viene eletto. Ci si domanda cosa sia successo, al di là dell’assenteismo di alternative valide, nel giorno del voto.

 

Certo, l’assenza di alternative valide, è una valida ragione per votare uno che voleva svenderti, ma siamo esattamente sicuri di questo?

Sembrano lontani, se non lontanissimi, i tempi di Tiscali. Sembrava che la Sardegna, tutta, stesse finalmente emancipandosi da un’arretratezza dalla quale non vuole uscire mai del tutto, e che elegge a vanto, spesso e volentieri.

Una terra indecisa e martoriata, dall’abbandono dello Stato in primis, così come dall’essere in mano alle massonerie di Cagliari, strettamente legate alle peggiori massonerie sabaude, in confronto alle quali anche i peggiori bar di Caracas, oggi, apparirebbero come luoghi di Cultura.

Una terra orgogliosa, della quale è vietato parlare, se non benissimo, se non difendendola a prescindere. Perché senno ci si offende.

 

A mio avviso, la peggior offesa all’intelligenza è votare uno che voleva svenderti, al di là del fatto che basasse i propri comizi sull’odio verso il Sud. Ma la Sardegna, contrariamente a molti giornalisti che la indicano come regione del Sud, non è Sud.

Non è Nord, e non è Sud. Pare proprio sia un’isola, peraltro staccatasi dalla Spagna, illo tempore, lontana da tutto, lontana dagli occhi e quindi anche lontana dal cuore.

Tranne quello di chi la scopre. Ma chi la scopre?

 

La Sardegna è la Sardegna, e una volta l’Italia era Regno di Sardegna. Parlare di Sardegna, fa pensare più al Nord, ai Savoia, che al Sud. La colleghi subito a Torino, non certo alla Campania, o alla Basilicata. Non c’entra un tubo.

E i suoi abitanti sono isolani, per davvero. Anche la Sicilia è un’isola, ma basterebbe un ponte, perché smetta di esserlo. Si spera non lo realizzino mai, perché peraltro non sarebbe nemmeno sicuro, tra problemi di venti, di spostamento dell’isola stessa, verso l’Africa, e per la forte sismicità della zona, che conosco bene.

 

Molti legisti della prima ora, quando dovevano parlare bene di un terrone della Sicilia, avevano un’attenuante in tasca: “siete isolani”. Come dire: siete terroni, ma non del tutto, perché ci sono 3km di mare.

Sulla Sardegna, cosa vuoi dire? I sardi sono del Sud? Non credo.

 

I problemi sono simili a quelli del Sud, mafie a parte, ma sono ancora più simili a quelli di Vercelli e del suo circondario: zone depresse, senza lavoro e senza slanci, se non nel costruire centri commerciali inutili.

La Sardegna soffre, da sempre, di un dualismo tutto suo: da una parte, la nascita di Porto Cervo e della Promenade Du Port, che non suona proprio terronica, e l’arrivo di veri ricchissimi, poi ricchi e annessi ricchi per scherzo, con relativi Rolex finti. Poi ci sono i buen retiro dell’élite vera, che non vuole casino.

Vedi Peter Gabriel, ormai fisso ad Arzachena, da Due decenni.

 

Sembra la stessa sindrome dei luoghi turistici tipo Sharm, da un lato lussuosi, dall’altro spartani, arcaici, puri. Ma la stessa purezza di cui ci si vanta, alla lunga, smette di essere purezza.

Inutile e velleitario, darsi dei puri, quando ci si accontenta di vittorie di Pirro, come quella sul latte. E votare chi ti ha dato il contentino.

 

Ancora più inutile e velleitario darsi dei puri quando, alla fine, i soldi che piovono su Porto Cervo non è che facciano poi così tanto schifo.

Non volete i turisti? Non volete crescere? Non mi sembra che, comunque, l’Aga Khan abbia edificato un centro commerciale. Non mi sembra abbia edificato alla Ponente Ligure maniera, o abbia rapallizzato le coste. Ha preso una parte, e l’ha resa luogo di jet set, e dovrebbe essere sfruttata molto di più.

Non solo Due mesi l’anno.

 

Per contro, cosa si è fatto, in Sardegna, per valorizzare Sassari? Niente.

Cosa si è fatto, per attirare Turismo o la tanto declamata Cultura, a Cagliari? Nientissimo.

Nuoro? Cos’è? L’hai mai vista? Nu.

Il vuoto più vuoto del vuoto, ma ci si lamenta di un francobollo di terreno, dove grazie alla lungimiranza di un abile investitore, si sono concentrati investimenti seri.

 

Che problema avete, amici sardi? Vorrei saperlo, ogni tanto.

Perché, su di voi, non si può dire una cosa con l’accento sbagliato, che subito vi inalberate e imponete le vostre origini, come le migliori al Mondo. Le più pure di tutti. E ci sta, per carità.

Avete una musica bellissima, ma poi votate uno che voleva vendervi. E date fuoco ai camion che non stanno alle vostre regole, che non possono essere imposte.

 

Da persona ignorante, che non vi conosce abbastanza, mi domando se l’abbassamento da 1700 Lire al litro, a 0,60 centesimi di Euro, sia stato improvviso. Secondo me, no. E non solo secondo me.

Come mai non avete smesso di accettarlo prima? Non ve ne siete accorti? Si è trattato di una svista?

 

Le sviste, quelle vere, mi ricordano molto Umberto Agnelli e la Juventus di una ventina d’anni fa, e anche qui c’è un punto di contatto con il Piemonte, di cui la Sardegna è avamposto, nel centro del Mediterraneo, fin dalla notte dei tempi delle sabaude volontà di appropriazione indebita, ai danni di quello che poi è diventato Sud, dispregiativo al massimo, in realtà Regno delle Due Sicilie.

In questa deriva, italiana oltreché sarda, ci si domanda quanto mancherà alle nuove leggi razziali.

 

No perché manca poco, soprattutto per il modus operandi di molti di quei facinorosi che rovesciavano il latte, fregandosene della schifosa figura che stavano facendo, anche obbligando i calciatori a stare al loro gioco dittatoriale, spinto dall’ignoranza tipica di chi vota col culo.

 

Enzo Bollani (sempre se non lo rapiscono stanotte) | Milano, 26 febbraio 1919.

0 Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

CONTACT US

We're not around right now. But you can send us an email and we'll get back to you, asap.

Sending

©2021 Bollani SRL - Partita​ ​IVA​ ​09966880966 - Powered by: 0039Italia

Log in with your credentials

Forgot your details?

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi